I tartufi istriani
Thu, Aug 2, 2007
Cosa c’è di tanto allettante e misterioso in una pianta sotterranea, dall’aspetto a prima vista sgradevole, simile ad una patata, da portare la gente a pagarla un occhio della testa ed a chiamarla „il re della gastronomia? Qual è quello migliore – quello bianco o quello nero? Cosa sono in realtà i tartufi dal punto di vista della culinaria – un fungo o una spezia?
Queste sono solamente alcune delle eterne domande che aprono ogni inizio di qualsiasi discussione su questa irresistibile pianta. Il solo fatto che i tartufi non si possano vedere sopra la terra, ma che siano nascosti sotto la sua superficie, e che non sono affatto facili da trovare, risponde parzialmente alla prima domanda.
Per trovare i tartufi si adoperano dei cani dall’olfatto molto sviluppato, fedeli alleati dei tartufai, ed il bosco di Motovun (Montona) con la pianura del fiume Mirna (il Quieto) è la residenza istriana di questa rara e molto pregiata specie di fungo. La terra istriana favorevole, il clima e la simbiosi naturale con le altre specie di piante di questa area, hanno creato le condizioni ideali per la crescita dei tartufi. In Istria i tartufi freschi si possono gustare lungo l’anno intero, dato che il tartufo bianco si raccoglie da settembre a gennaio, e quando termina la stagione di quello bianco (Tuber aestivum), ha inizio la stagione del tartufo nero (Tuber borchii).
Il grande tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) è la specie più grossa e quella più pregiata, ed accanto ad essa, in Istria troviamo anche tre specie dalla tassonomia dei tartufi neri (Tuber aestivum Vittad., Tuber brumale Vittad., Tuber melanosporum Vittad).
Sebbene nella maggior parte dei ristoranti istriani i tartufi si possano assaggiare in combinazione con vari primi piatti e contorni, i veri buongustai diranno pur sempre che i tartufi danno il loro massimo proprio quando sul piatto ricoprono il ruolo principale. Desideriamo mettere in luce in particolar modo i tartufi in combinazione con i fusi istriani oppure con la polenta nostrana, poiché in questi casi il tartufo è assolutamente in primo piano.
E per quanto riguarda quella storia delle loro proprietà afrodisiache? Beh, la risposta a questa domanda è meglio che ve la cerchiate per conto vostro ![]()






by: Tomislav Kovac